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Visualizzazione dei post da gennaio, 2024

Eroi di un Mondo al crepuscolo

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"Superati" o controversi: gli eroi di un Mondo in crisi Ok, Sinner ha vinto: ma a noi interessa davvero? La vittoria di Jannik Sinner agli Australian Open ha dato prevedibilmente la stura a un profluvio di peana sui media, dalle cronache trionfali di programmi sportivi e non fino al giubilo di esponenti politici di altissimo livello. L'occasione è senza dubbio lieta, sì, ma lo è soprattutto per il vincitore e per chi negli anni si è prodigato per sostenerlo... ...per noi comuni mortali, invece, la sua vittoria, per quanto meritata ed esaltante, ha davvero questo gran significato? C'è ancora qualcuno convinto che il successo di un atleta sia fedele riflesso della grandezza e salute del Paese che rappresenta? Una mentalità del genere poteva forse avere un suo fascino ai tempi della Guerra Fredda, con gli epici scontri fra i due blocchi; ma al giorno d'oggi le cose sono un tantino diverse, e Sinner un "eroe" non molto appetibile per un popolo sempre più

I social e il tiro al bersaglio sbagliato

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Internet e l'illusione del potere Internet e l'indignazione facile Su Internet uno dei sentimenti più forti è sicuramente l'indignazione. Complice l'estrema velocità del mezzo, le notizie volano, gli aggiornamenti si accalcano spesso senza darci il tempo di verificare e riflettere, le prese di posizione più estreme suscitano reazioni vivaci e sono premiate dagli algoritmi delle piattaforme social, diffondendosi come un incendio. A volte qualcuno resta scottato, ad esempio l'influencer per antonomasia Chiara Ferragni . Altre, purtroppo, le conseguenze sono ben più tragiche, come avvenuto con la ristoratrice Giovanna Pedretti : perché purtroppo la Rete uccide, lo sappiamo noi e lo sanno anche tanti nostri amici virtuali. Il potere del Web è pericoloso, soprattutto perché spesso invocato verso il bersaglio sbagliato. Placebo a basso costo per impotenti cronici Per tantissime persone, la Rete è una droga: offre distrazione, intrattenimento, senso di appartenenza... e

Il mio blog è pericoloso?

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Il mio blog nuoce alla salute di chi lo legge? Il successo, o qualcosa di simile In queste ultime settimane mi sono reso conto di un piccolo dato di fatto: questo blog sta iniziando a riscuotere un certo successo. Sono tre i segni incoraggianti: ho da tempo dei lettori/commentatori fissi (che ringrazio); i miei post iniziano a essere condivisi su piattaforme che uso poco (come Telegram) o per niente (come il moribondo X-fu-Twitter); e ormai mi arriva del traffico direttamente dal sommo Google, ancora oggi signore incontrastato dei motori di ricerca occidentali, e questo nonostante la SEO sia davvero l'ultimo dei miei pensieri. Ora, non si tratta di risultati straordinari, un sacco di blogger che seguo sono avanti anni luce... ma anni fa , in un'altra vita, mi avrebbero fatto fare salti di gioia. Oggi, però, il Mondo è diverso, e il pensiero di raggiungere nuovi lettori un po' mi spaventa. Pubblico più ampio, pericoli in agguato Essere in Rete significa essere sotto gli occh

L'era multicomplessa durerà poco

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Un Mondo sempre più difficile da abitare... e sempre più fragile? L'era multicomplessa Viviamo in un'era di cambiamenti continui e sempre più rapidi in ogni possibile ambito, piccole e grandi rivoluzioni le cui traiettorie si influenzano a vicenda rafforzando il rispettivo potenziale di spaesamento e caos. Per questo è ormai riduttivo parlare di "età della complessità" o "ipercomplessa": un termine più preciso potrebbe essere "era multicomplessa", proprio per ribadire la quantità e la simultaneità delle diverse dinamiche che per così dire tirano il Mondo per la giacchetta. Sono probabilmente poche le fasi della Storia in cui si siano prodotte tante trasformazioni così profonde a così tanti diversi livelli; e di sicuro è la prima volta che un numero così grande di persone è in grado di vederne e viverne le conseguenze pressoché in diretta: un privilegio che però con sempre maggiore frequenza ci lascia più confusi e preoccupati che eccitati. Istituzi

Brutti tempi, asticelle basse

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Quando il Mondo sembra impazzito, anche sognare diventa un lusso Felice? Meglio sereno Mai come in queste ultime feste ho pronunciato e sentito a mia volta la parola "sereno": sereno Natale, sereno Anno Nuovo... di solito l'aggettivo è "buono", qualcuno azzarda anche un "felice", ma a questo giro il sentimento prevalente tra molti sia on- che offline sembra essere il desiderio di serenità. Niente contro la serenità, ci mancherebbe: è una condizione magari meno esaltante ma più durevole della felicità, più sostenibile se vogliamo; ma viene da chiedersi se questo piccolo cambiamento lessicale non sia la spia di un fenomeno più complesso. Forse stiamo perdendo la capacità di sognare; o meglio, ce la stanno portando via. Navigare a vista, e senza meta Non c'è niente di male nell'accontentarsi: nella vita capita spesso di partire in quarta con sogni e progetti ambiziosi per poi rendersi conto che quella strada non ci sta portando da nessuna parte. È