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Il cv che scriviamo ogni giorno (senza saperlo)

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In Rete ci vedono tutti, anche i recruiter Consigli sempre validi per chi cerca lavoro nell'era dei social Quando si parla di cercare e trovare lavoro, il discorso cade inevitabilmente sul curriculum vitae: come scriverlo, quali esperienze mettere in evidenza, qualche posto dare anche alle soft skills , eccetera. Tutti aspetti importanti, di cui è giusto occuparsi. Quello di cui ci dimentichiamo, però, è che ormai, nell'Era Digitale, il caro vecchio cv è solo uno dei canali attraverso cui potenziali datori di lavoro o clienti possono conoscerci; e neppure il più importante, forse, specie se confrontato a strumenti che utilizziamo molto più spesso, come ad esempio i social media. Su Facebook tuoniamo contro i politici, su X fu Twitter ci mostriamo ossessionati da programmi televisivi di dubbio gusto, su Instagram ci sdilinquiamo davanti a un tentativo culinario riuscito meno peggio del solito, su Pinterest facciamo incetta di citazioni trite e ritrite, e così via. Aspetti mo

"No DM", se il sessismo uccide il networking

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Se per difendersi le donne devono rinunciare a comunicare in Rete I social cambiano, il sessismo resta Fra le opzioni più interessanti che ci offrono i social media, un posto di rilievo va certamente alla possibilità di contattare altri user in forma riservata, lontano degli occhi indiscreti dell'intera piattaforma – e non è un caso che, negli ultimi tempi, app di messaggistica quali WhatsApp o Telegram abbiano guadagnato sempre più terrenp. Eppure, non tutti sembrano pensarla così. In effetti, soprattutto sui social network più noti – in primis, il fu Twitter – non era raro un tempo imbattersi in profili recanti la specificazione "No DM" (No Direct Messages), ovvero "non accetto messaggi in privato"; mentre ora le nuove opzioni messe a disposizione dalle varie piattaforme rendono possibile restringere a pochi amici o persino impedire del tutto la possibilità di essere così contattati. Oggi come allora, è sufficiente una rapida ricognizione dei propri follower

Come riconoscere una proposta inconcludente

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Se il nostro bisogno attira truffatori di bassa lega Gli anni passano, ma le mie parole restano tristemente attuali... Ogni giorno la Rete ci offre opportunità di ogni genere, come informazione, formazione, contatti, eccetera. Opportunità che tuttavia possono essere sfruttate anche molto male, ad esempio da persone con le idee poco chiare, mosse dal semplice desiderio di autopromuoversi, oppure dai fini poco limpidi, il cui agire si risolve in una grossa perdita di tempo per chi decide di dare loro corda. Su LinkedIn, in particolare, le proposte inconcludenti abbondano: in fondo, una piattaforma social frequentata in buona parte da persone in cerca di lavoro è un ottimo terreno di caccia per sedicenti CEO di società opache e imprenditori di sé stessi. E a volte, la speranza di uscire finalmente da un periodo più o meno lungo di inattività o di rilanciare un percorso lavorativo incerto può spingere gli utenti ad essere molto meno selettivi riguardo ai propri rapporti online. Peccato so

Giocolieri nella Gig Economy

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Destreggiarsi nell'economia dei lavoretti Un altro articolo così antico eppure (ritocchi a parte) ancora così attuale... Lavoretti e lavoracci: vita da giocolieri Avete presenti i lavoretti che svolgevate tempo fa, o che voi lettori più giovani state ancora svolgendo, per pagarvi le tasse universitarie o magari anche le vacanze estive? Dare una mano ai vicini con le pareti da imbiancare, badare ai loro amici a quattro zampe, dare ripetizioni di Matematica o Inglese ai loro figli… Tutte soluzioni temporanee, rapide e comode per mettere da parte qualche soldo, certo. Ma di sicuro non il futuro che avevamo immaginato per noi stessi, una volta completati gli studi ed entrati a tutti gli effetti nel mondo del lavoro. A quel punto, ci siamo detti, uno stage è il minimo a cui puntare, nella speranza che fosse il punto di partenza per una carriera di successo: i lavoretti pomeridiani, è ora di lasciarli perdere. O forse no? Negli ultimi anni, fra le esigenze imposte dalla crisi e i c

La disoccupazione si fa business (altrui)

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Tra corsi e guru, il business del lavoro che manca Da un altro giro fra i miei archivi (ahimè dopo un minimo ritocco ancora attuali)... Nonostante i recenti dati sul mercato del lavoro almeno a prima vista positivi dobbiamo ancora fare i conti con un livello di disoccupazione ancora tutt'altro che trascurabile e tipologie di impiego non proprio entusiasmanti, soprattutto (ma non solo) tra i più giovani, spesso tentati non a torto da vie traverse . Di fronte a uno scenario del genere, non stupisce che in molti decidano di curare ulteriormente la propria formazione; e tale domanda sembra trovare un idoneo soddisfacimento nella miriade di corsi e workshop presentati dai principali portali Internet dedicati. Ma è davvero così? Se buona parte dell'offerta include effettivamente l'insegnamento di competenze pratiche quali ad esempio contabilità, web design, e così via, altri pacchetti vertono invece su attività più di "nicchia", quali gestione di web TV, consulenza d

Che vinca il più cattivo?

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Se la cattiveria diventa la via maestra Un altro antico post, qualche cambiamento ed eccolo ancora così attuale... Complici smartphone, social e servizi on demand, ormai non dedico molto tempo alla televisione; però, proprio grazie alla Rete, negli anni ho mantenuto comunque una conoscenza almeno periferica di ciò che va per la maggiore sul piccolo schermo. Alcuni esempi più o meno recenti? Uno chef che sbraita contro aspiranti cuochi tremanti; un a maestra di canto che sbraita contro due giovani allievi; un  politico che sbraita contro il Governo e chiunque a suo dire sostenga il New World Order; un  medico "alternativo" che sbraita contro chi si affida a Big Pharma; un a presunta esperta di moda che sbraita contro una malcapitata m alvestita; un concorrente di reality che sbraita di essere lì per vincere e non "per fare amicizie"... Sbraitano tutti, insomma. Eppure, nonostante il chiasso e la palese antipatia dei personaggi, le rispettive trasmissioni non hanno af

Filosofia di un leone da tastiera

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Assiomi del pensiero binario e complottardo Come a volte mi capita, nei  miei vecchi archivi ho trovato un post ancora oggi tristemente molto attuale; a distanza di anni, infatti, certe dinamiche sono rimaste le stesse... Assioma dell’Attendibilità Alternata Se una notizia risulta favorevole al mio partito o al mio punto di vista, allora è sicuramente vera, a prescindere dalla fonte. Se invece li mette in cattiva luce, è di certo una bufala - e nel caso più testate autorevoli la riconfermino, si potrà parlare apertamente di cospirazione da parte della Stampa tutta. Assioma della Contestualizzazione Condizionale Un passo falso di un singolo esponente della fazione avversaria è condizione necessaria e sufficiente per condannare quest’ultima nella sua interezza. Numerose dichiarazioni e atteggiamenti sospetti da parte dei propri alleati, al contrario, necessitano di una contestualizzazione più ampia, che sottragga gli incauti alle perfide strumentalizzazioni dei nemici e dei giornalis